FIGLIO PERCHE’ NON MANGI?

famiglia oggi 3 2013Depressione materna e rifiuto del cibo da parte del figlio. Un binomio poco esplorato, eppure la clinica psicoanalitica riesce a coglierne la stretta relazione. Individua gli aspetti che caratterizzano la sofferenza materna e li confronta con le reazioni del bambino.
In un articolo pubblicato sulla rivista Famiglia Oggi, viene riportata l’esperienza del consultorio familiare dell’Associazione Pollicino e Centro Crisi genitori Onlus – Centro per la Clinica dei disturbi alimentari in età pediatrica.
Le autrici, sulla base dell’esperienza maturata, analizzano il binomio depressione materna e anoressia infantile.

L’anoressia infantile precoce e la depressione materna, rappresentano due poli opposti di una batteria elettrica che rischia un corto circuito. La difficoltà di aggancio iniziale riguarda la particolare posizione della madre che mette a distanza i vissuti depressivi e può prenderne contatti solo in relazione al sintomo alimentare del figlio. Per loro, inizialmente, il rifiuto alimentare del bambino è causa di pianti e dolore: sono depresse per il figlio che non mangia.
L’ascolto psicoanalitico può permettere l’emergere della complessità dei vissuti depressivi di quest’ultima e poi il dispiegarsi del conflitto inconscio soggiacente la scelta di genitorialità di queste donne. Preliminarmente è utile contenere il rifiuto alimentare del bambino per contenere il vissuto materno e viceversa, al fine di alleviare il braccio di ferro attorno all’alimentazione del bambino. L’effetto della distensione dei vissuti e dei rifiuti può allora permettere l’articolazione di una domanda meno delegante da parte dei genitori, soprattutto della madre.
Dalle lacrime emergono parole, a volte segreti. L’emergenza di questi aspetti nuovi, finalmente espressi spesso lasciano aperte più ipotesi interpretative, che è clinicamente utile tenere sospese, in modo da permettere una differenziazione tra la questione del bambino con la propria madre e la questione del soggetto che la madre è. Si configura così una nuova versione della domanda: il comportamento del bambino nella sua nuova versione diviene allora un enigma per la madre attorno a cui articolare le letture e intuizioni originali che forniscono un altro luogo in cui tessere la propria meternità.

FAMIGLIA OGGI
n.3 Maggio Giugno 2013
FIGLIO PERCHE’ NON MANGI?
Aurora Mastroleo, Laura Arcaro
Pag. 80-85

La rivista è disponibile c/o il Cesda

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