AYAHUASCA E IL TURISMO MISTICO DESCRITTO NEL LIBRO “PSICOTROPICI”

Sul sito della rivista online DOPPIOZERO è possibile leggere una recensione di Marco Aime sul libro PSICOTROPICI, dell’antropologo Jean Loup Amselle. Il libro si concentra in particolare su un paese dell’America del Latina, il Perù, diventato in questi ultimi venti anni una meta turistica sempre più ambita per molte persone che vi si recano alla ricerca di una terapia alternativa basata sull’assunzione dell’ayahuasca, un infuso allucinogeno a base di diverse piante amazzoniche.

Ma questo “(…) turismo mistico o sciamanico, legato alla somministrazione rituale della ayahuasca” che significato ha oggi, anche ripensando agli anni Settanta e a quel movimento psichedelico che ha influenzato tanti giovani di quella generazione?
Secondo Amselle si sta assistendo, a un neo -Romanticismo “(…) in cui viene riproposto il bisogno di ricercare qualcosa al di fuori della realtà consueta, del proprio mondo”.
Ma questa volta, a differenza di quanto successo negli anni sessanta/settanta con i giovani che si muovevano verso oriente per i loro viaggi psichedelici , “(…) questa nuova versione del viaggio esotico, è però connotata da un lato dall’assoluta fiducia nell’alterità, figlia dell’identità e spesso assai di moda in certi ambienti, e nella speculare mancanza di fiducia nella medicina occidentale. Questa ricerca di un rituale esotico trova nella foresta amazzonica il suo teatro più adatto: cosa c’è di più “naturale” della foresta?”.
L’autore sostiene non solo che questa nuova new age sia stata favorita dal declino delle grandi narrazione del Novecento, ma vi legge (…) anche un abbandono dello spirito collettivistico e comunitario dei movimenti hippies degli anni sessanta, a favore di un sempre più marcato individualismo, perfettamente in linea con il pensiero liberale dominante. Si viene così a creare una nuova forma di primitivismo, a cui danno risposta quelli che Amselle chiama gli imprenditori sciamanici, che hanno organizzato una vera e propria filiera per la produzione di un sapere sciamanico, che sfrutta un corposo marketing pubblicitario”.
Di fatto secondo Amselle questo sapere sciamanico può funzionare anche come una tecnica di potere, che va oltre le funzioni normali delle pratiche tradizionali, finalizzata alla costruzione di nuovi immaginari che ben si integrano al modello di vita occidentale.

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