Mentre il ruolo patogeno delle istituzioni totali sulla salute psico-fisica delle persone recluse è stato oggetto, a partire dagli studi di E. Goffman e delle correnti critiche della psichiatria europea (Laing, Cooper, Basaglia etc), di ricerche e di interventi, in letteratura risulta molto meno esplorata la condizione dei lavoratori nelle istituzioni totali. Tuttavia, i lavoratori nelle istituzioni totali si trovano confrontati nel complesso a condizioni di lavoro (fatica psico-fisica, difficoltà di gestione del rapporto con le persone recluse) e a situazioni socio-ambientali (sovraffollamento, rischio di contrarre malattie) altamente logoranti. L’articolo presenta i risultati di uno studio svolto presso il personale di una prigione bulgara. L’approfondimento effettuato verte sulle condizioni di stress e più nello specifico sulla prevalenza della sindrome di burn-out presso gli agenti penitenziari. Sono stati inclusi tutti gli agenti che operano a diretto contatto con i reclusi, pari a 106. Lo strumento principale utilizzato è stato il questionario sviluppato da V. Boiko, che consente l’identificazione della sindrome di burn out in tre fasi, ciascuna delle quali presenta quattro sintomi.
I risultati attestano un’alta prevalenza (74.53%) della sindrome di burn-out nello staff della prigione esaminata. Tutte le tre fasi della sindrome di burn-out presentano un alto tasso di prevalenza, che varia da 48.11% per la fase di stress, 66.98% per la fase di resistenza e 41.51% per la fase di esaurimento. Un fattore predittore della fase di stress è rappresentato dal ruolo occupato nella gerarchia. Altre variabili che co-determinano alti tassi di prevalenza della sindrome di burn-out sono l’essere single, essere in servizio da meno di cinque anni e avere un livello d’istruzione elevato.
Quindi, nonostante l’esiguo campione di riferimento, i risultati indicano linee di tendenze molto chiare sulla sovra-esposizione alla sindrome di burn-out degli agenti penitenziari. Sarebbe interessante approfondire tali risultati su campioni più estesi e maggiormente rappresentativi, così come allargare l’indagine sul burn-out a operatori che lavorano in altri tipi di istituzioni totali.
Harizanova S.N., 2013, Professional burnout syndrome among correctional facility officers, Folia medica, Vol. 55 (2), pp. 73-79.
L’articolo è disponibile c/o CESDA.