I disturbi del comportamento alimentare (DCA) costituiscono un capitolo a se stante delle psicopatie considerate dal DSM e si sono arricchiti ultimamente della individuazione di nuovi quadri clinici; oltre alla anoressia e alla bulimia con o senza condotte di eliminazione (vomito procurato, purghe, clisteri,ecc) sono state descritte la “Drunkressia” (pazienti che per poter bere alcolici senza ingrassare riducino le calorie alimentari) l’ “Ortoressia” (ossessione nel mangiar sano), la “Vigororessia” (ossessione per pratiche di body building) la “Diabulimia” (soggetti diabetici che riducono cibo e insulina ad libitum).
In un articolo pubblicato sull’ultimo numero di Prospettive Sociali e Sanitari, Gaspare Jean analizza i cambiamenti avvenuti nei disturbi dell’alimentazione e il ruolo assunto negli anni dai gruppi di auto aiuto.
L’autore evidenzia un cambiamento avvenuto negli ultimi 20 anni rispetto ai frequentatori dei gruppi. Mentre 20 anni fa le sedute di OA vedevano una larga partecipazione di anoressiche, oggi gli affiliati a OA sono prevalentemente bulimiche con frequenti episodi di “binge eating” a cui segue un forte senso di colpa. Rari sono i maschi frequentatori di OA, anche se l’obesità e il non rispetto della dieta consigliata sono comuni ai due sessi.
Il programma di OA deriva dal programma dei 12 passi di Alcolisti Anonimi ed è basato sulle testimonianze degli affiliati a cui viene suggerito un percorso di maturazione psicologica, sociale e “spirituale” con l’obiettivo di raggiungere uno stile di coping tale da affrontare il proprio percorso esistenziale senza dover ricorrere “ad abbuffate” e un livello di empowerment tale da mantenere una disciplina di vita compatibile con il rispetto di una dieta regolare.
OA ritiene che la compulsione verso il cibo coinvolga tutta la persona non solo nella sua componente fisica, ma anche emozionale e spirituale; questa complessità è riconosciuta anche dalla medicina che ritiene che tutti i DCA siano patologie complesse, ad eziologia multifattoriale (genetica, organica, psicologica, sociale, culturale, ambientale), con notevoli implicazioni in termini di salute pubblica oltre che di sofferenza individuale e familiare.
Seguendo le impostazioni di OA, l’autore analizza nel suo articolo le cause fisiche, emozionali e “spirituali” che portano un paziente ad essere considerato un “mangiatore compulsivo”.
I disturbi del comportamento alimentare e il ruolo di Overeaters Anonymous nel trattamento dei mangiatori compulsivi
Gaspare Jean
Prospettive Sociali e Sanitarie
anno XLIII – n. 11 – novembre 2013
Indice articoli contenuti in questo numero di Prospettive Sociali e Sanitarie: INDICE n.11 novembre 2013